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Janet Yellen: la prima donna alla guida della Fed (2014-2018)

Di Captain Trading··7 min

Nel 1971, quando Janet Yellen discute la sua tesi di dottorato in economia a Yale, è l'unica donna tra i 24 dottori di ricerca di quell'anno. Quarantatré anni dopo, la stessa economista si insedia nell'ufficio del presidente della Federal Reserve americana — la prima donna alla guida della banca centrale più potente del mondo in cento anni di storia dell'istituzione.

Tra questi due momenti, una carriera costruita lontano dai riflettori: ricercatrice, docente, banchiera centrale regionale, poi presidente del Consiglio dei consulenti economici della Casa Bianca. Janet Yellen non è mai stata la candidata più mediatica. È diventata, a forza di rigore empirico, una delle figure più rispettate della politica monetaria americana — prima di conquistare, caso rarissimo, un secondo «primato» storico, questa volta al Tesoro.

L'essenziale da ricordare

  • Nata il 13 agosto 1946 a Brooklyn (quartiere di Bay Ridge, New York), figlia di un medico di famiglia e di una maestra.
  • Dottorato in economia a Yale nel 1971 — unica donna tra i 24 dottori di ricerca di quell'anno.
  • Entra alla Fed come ricercatrice nel 1977: qui incontra l'economista George Akerlof, futuro marito e futuro premio Nobel per l'economia (2001).
  • Presidente della Federal Reserve Bank di San Francisco dal 2004 al 2010, nel pieno della crisi finanziaria.
  • Nominata da Barack Obama nell'ottobre 2013, confermata dal Senato il 6 gennaio 2014, con 56 voti contro 26.
  • Chair della Fed dal 3 febbraio 2014 al 3 febbraio 2018 — prima donna alla guida dell'istituzione in cento anni di storia.
  • Guida il «liftoff» del 16 dicembre 2015, primo rialzo dei tassi dopo la crisi finanziaria.
  • Segretaria al Tesoro degli Stati Uniti dal 2021 al 2025 sotto Joe Biden — secondo «primato» storico della sua carriera.

Una giovinezza a Brooklyn, una tesi fuori dal comune

Janet Louise Yellen nasce il 13 agosto 1946 a Brooklyn, nel quartiere di Bay Ridge. Suo padre, Julius Yellen, è medico di famiglia; sua madre, Anna Ruth, era maestra prima del matrimonio. Niente, in questa famiglia newyorkese di classe media, lascia presagire che la bambina guiderà un giorno la banca centrale più scrutata del pianeta.

Consegue il B.A. alla Brown University nel 1967, poi va a Yale per ottenere un dottorato in economia, conseguito nel 1971. Il dettaglio merita di essere sottolineato: quell'anno, su 24 dottori di ricerca, è l'unica donna. Il mondo dell'economia universitaria americana dell'inizio degli anni 1970 è quasi esclusivamente maschile — Janet Yellen vi traccia la propria strada senza clamore, sostenuta da un'attenzione precoce per il metodo empirico piuttosto che per le posture ideologiche. Il National Women's History Museum ripercorre in dettaglio questo percorso da pioniera, da Brooklyn fino a Washington.

Harvard, l'incontro con Akerlof, poi la Fed

La sua carriera accademica inizia a Harvard, dove insegna come professoressa assistente per cinque anni, senza ottenere la cattedra. Questa prima battuta d'arresto istituzionale non frena il suo percorso: nel 1977 entra alla Federal Reserve a Washington come ricercatrice. È lì, nei corridoi dell'istituzione che dirigerà quasi quaranta anni più tardi, che incontra l'economista George Akerlof — che diventerà suo marito, e che riceverà nel 2001 il premio Nobel per l'economia per i suoi lavori sui mercati con informazione asimmetrica.

Segue un percorso che alterna ricerca, insegnamento e responsabilità istituzionali: membro del Board of Governors della Fed fino a febbraio 1997, poi presidente del Council of Economic Advisers sotto l'amministrazione Clinton, dal 1997 al 1999. Nel 2004 assume la presidenza della Federal Reserve Bank di San Francisco, incarico che ricopre fino al 2010 — nel pieno della crisi finanziaria, una delle esperienze più formative della sua carriera. Diventa poi vicepresidente del Board of Governors, in una posizione ideale per prendere, alcuni anni dopo, le redini dell'istituzione.

2014: una nomina che entra nella storia

Il 9 ottobre 2013, Barack Obama annuncia la nomina di Janet Yellen alla presidenza della Federal Reserve, per succedere a Ben Bernanke. Il Senato la conferma il 6 gennaio 2014, con 56 voti contro 26 — all'epoca, il margine di conferma più risicato mai registrato per un chair della Fed, segno delle tensioni politiche che già circondano la politica monetaria post-crisi.

Presta giuramento il 3 febbraio 2014 e diventa la prima donna alla guida della Fed in cento anni di esistenza dell'istituzione, fondata nel 1913. Un passaggio di consegne che si inserisce in un tempo lungo: per ripercorrere l'insieme dei presidenti che si sono succeduti alla guida della banca centrale americana, consulta lo storico completo dei presidenti della Fed.

Il mandato Yellen: uscire dalla crisi senza forzare

Il mandato di Janet Yellen alla guida del FOMC (il comitato che fissa la politica monetaria americana) è un esercizio di equilibrismo: normalizzare una politica monetaria ultra-accomodante senza spezzare una ripresa economica ancora fragile.

Il 31 marzo 2014, in un discorso pronunciato a Chicago davanti alla National Interagency Community Reinvestment Conference, evoca un «considerable slack» — un allentamento considerevole — persistente sul mercato del lavoro, che giustifica il mantenimento di tassi bassi nonostante indicatori macroeconomici in miglioramento. La formula riassume il suo metodo: il dato prima dell'ideologia, l'analisi approfondita del mercato del lavoro prima di ogni decisione di stretta.

Questa prudenza culmina il 16 dicembre 2015, con il «liftoff»: la Fed alza il suo tasso di riferimento dalla fascia 0 - 0,25 % a 0,25 - 0,50 %, prima stretta monetaria americana da giugno 2006. Qualche giorno prima, all'inizio di dicembre 2015, aveva preparato il terreno davanti al Congresso giudicando un rialzo «appropriate relatively soon» — appropriato relativamente presto. Il simbolo è forte: a quasi otto anni dallo scoppio della crisi finanziaria, la Fed chiude, tasso dopo tasso, il capitolo del denaro gratuito. Gli archivi di Federal Reserve History descrivono in dettaglio il contesto preciso di questa decisione e l'insieme del mandato.

Questa prudenza vale a Janet Yellen una reputazione di colomba (dovish), cioè di banchiera centrale che dà priorità all'occupazione piuttosto che alla lotta preventiva contro l'inflazione — uno dei chair più dovish della storia della Fed, secondo molti osservatori. Il giudizio merita tuttavia di essere sfumato: durante i suoi primi mandati in seno al FOMC, negli anni 1990, si era mostrata nettamente più hawkish. Questo apparente scarto non lo è davvero: in entrambi i casi, Janet Yellen applica lo stesso metodo, fondato sulla lettura empirica dei dati piuttosto che su un dogma rigido — colomba quando il mercato del lavoro lo richiede, più rigida quando i numeri lo impongono.

Dopo la Fed: un secondo «primato» storico al Tesoro

Il 3 febbraio 2018, Janet Yellen lascia la presidenza della Fed, sostituita da Jerome Powell. La sua carriera pubblica, tuttavia, non si ferma qui. Il 1° dicembre 2020, il presidente eletto Joe Biden la nomina segretaria al Tesoro. Il Senato la conferma il 25 gennaio 2021, con 84 voti contro 15 — un punteggio che contrasta nettamente con la conferma risicata del 2014 — e presta giuramento già il giorno seguente, il 26 gennaio 2021, come 78ª segretaria al Tesoro degli Stati Uniti.

Diventa così, per la seconda volta, la prima donna a ricoprire questa funzione. Due istituzioni storicamente guidate da uomini, due «primati» a pochi anni di distanza: pochi percorsi illustrano in modo così netto l'accesso progressivo delle donne ai più alti incarichi della politica economica americana. Il suo mandato di segretaria al Tesoro va dal 2021 fino alla fine dell'amministrazione Biden, nel 2025.

È in questo ruolo, e non come chair della Fed, che pronuncia nel marzo 2024 una frase ampiamente ripresa: interrogata sull'inflazione post-pandemia, ammette: «mi pento di aver detto che era transitoria». Un'ammissione rara da parte di una responsabile economica di questo rango, che ricorda come anche le migliori griglie di lettura empiriche possano essere smentite da uno shock inedito.

Domande frequenti

Perché si dice che Janet Yellen è una pioniera?

Perché cumula diversi «primati» storici: unica donna tra i 24 dottori di ricerca in economia a Yale nel 1971, prima donna alla guida della Federal Reserve dal 2014 al 2018 in cento anni di esistenza dell'istituzione, poi prima donna segretaria al Tesoro degli Stati Uniti, dal 2021 al 2025.

Cos'è il «liftoff» di dicembre 2015?

Il «liftoff» indica il rialzo del tasso di riferimento deciso dal FOMC il 16 dicembre 2015, dalla fascia 0 - 0,25 % a 0,25 - 0,50 %. È la prima stretta monetaria americana da giugno 2006, simbolo dell'uscita dalla politica di tassi zero ereditata dalla crisi finanziaria del 2008.

Janet Yellen era più dovish o hawkish?

Viene generalmente presentata come uno dei chair più dovish della storia della Fed, privilegiando l'occupazione rispetto alla lotta preventiva contro l'inflazione. Questo giudizio si sfuma tuttavia: negli anni 1990, durante i suoi primi mandati al FOMC, si era mostrata più hawkish, prova di un approccio pragmatico fondato sui dati piuttosto che su una dottrina rigida.

Che differenza c'è tra il suo ruolo alla Fed e quello di segretaria al Tesoro?

La presidenza della Fed (2014-2018) è una funzione di banca centrale indipendente, incaricata della politica monetaria: tasso di riferimento, occupazione, inflazione. La carica di segretaria al Tesoro (2021-2025), sotto l'amministrazione Biden, rientra nel potere esecutivo e copre la politica di bilancio, fiscale e la gestione del debito pubblico — due funzioni distinte, che ha ricoperto una dopo l'altra.

Chi è succeduto a Janet Yellen alla guida della Fed?

È Jerome Powell, nominato da Donald Trump, a succederle alla presidenza della Federal Reserve nel febbraio 2018, al termine del mandato di Janet Yellen.

Che legame c'è tra Janet Yellen e George Akerlof?

George Akerlof è l'economista che Janet Yellen incontra alla Federal Reserve nel 1977, dove è appena stata assunta come ricercatrice. Diventerà suo marito e riceverà nel 2001 il premio Nobel per l'economia per i suoi lavori sui mercati con informazione asimmetrica.

Perché Janet Yellen ha detto di rimpiangere la parola «transitoria»?

Nel marzo 2024, allora segretaria al Tesoro — e non più chair della Fed —, Janet Yellen ammette in un'intervista: «mi pento di aver detto che era transitoria», in riferimento ai suoi commenti passati sull'inflazione che ha seguito la pandemia di Covid-19, rivelatasi infine più forte e più duratura del previsto.

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